I Gen2 del Venezuela si sono uniti in un incontro online.nline-Begegnung verbündet.

Dopo il sorprendente intervento militare delle forze armate statunitensi in Venezuela il 3 gennaio, per alcuni giorni (e fino ad oggi) non era chiaro cosa sarebbe successo. Molti abitanti del Paese sudamericano vivevano e vivono ancora in grande incertezza. Anche i membri del Movimento dei Focolari.

In un messaggio inviato alcuni giorni dopo, una focolarina di Caracas, la capitale, ha scritto in un messaggio WhatsApp:

«Dopo questi eventi, il 5 gennaio i Gen2 (adolescenti e giovani adulti) hanno voluto incontrarsi via Internet per pregare insieme e raccontarsi come ciascuno di loro sta vivendo questo momento decisivo per l’intero Paese. Per me è stato un “momento sacro” e una Gen che vive all’estero è rimasta colpita dal coraggio dei suoi coetanei nel proporre questo incontro virtuale».

Durante un profondo scambio reciproco, i giovani hanno preso coscienza con gratitudine: «Non siamo soli, perché siamo sostenuti dalla preghiera di tutti coloro che in Venezuela e in tutto il mondo pregano con noi e per noi, per la pace».

Uno dei giovani aveva formulato un «messaggio di speranza e unità» che tutti hanno accolto con gratitudine:

«Nel mezzo dell’oscurità che oggi viviamo in Venezuela, ricordiamo che non siamo soli. Chiara Lubich scoprì nel 1943, nel pieno della guerra, che esiste un Ideale che niente e nessuno può distruggere: Dio ci ama infinitamente.

Oggi la paura vuole paralizzarci, ma la risposta non è l’odio, bensì l’unità. Chiara ci ha insegnato che quando tutto crolla, l’amore è l’unica cosa che rimane. Se ci prendiamo cura gli uni degli altri e facciamo di Dio la roccia della nostra vita, la paura perde il suo potere.

Non abbiamo paura e trasformiamo questa situazione in opportunità per:

  • rafforzare la nostra fiducia: Dio è nostro Padre e non ci abbandona, anche quando la situazione è difficile;
  • “farci uno”: per questo facciamo nostro il dolore del prossimo e ci aiutiamo a vicenda; condividiamo il poco o il tanto che abbiamo e cerchiamo di abbattere i muri dell’indifferenza;
  • essere operatori di pace: la solidarietà è la nostra “arma”

Concludono con la convinzione: «se restiamo uniti, Gesù è tra noi, e dove c’è Lui, la luce alla fine vince sulle tenebre!».

Un contributo di Gabi Ballweg, tratto da un messaggio WhatsApp e da un articolo pubblicato su focolare.org